La Distruzione delle Realtà Sottili - Danilo Campanella
La Distruzione delle Realtà Sottili - Danilo Campanella
All’interno della storia la conquista dell’identità e dell’autonomia individuale
in molti casi fu vissuta in modo preponderante come il risultato di un conflitto,
potremmo dire, fra il figlio e il padre, o, come per Socrate, fra la propria
individualità di “figlio” della pòlis e l’autorità della legge etica.
Ancora oggi, lo scetticismo è considerato come un nemico terribile
del dogmatismo, poiché esso rappresenta l’arte di dissolvere le certezze immediate,
mostrandole nella loro immediata nullità.
Suo risultato è senza dubbio In negativo, ma non necessariamente, la soppressione
della verità o di qualsiasi contenuto. Il valore dello scetticismo può allora essere
individuato in quegli stessi contenuti che sono oggetto della negazione.
Secondo questa linea, Danilo Campanella si confronta con una questione
di grande interesse per il dibattito filosofico: la forza dialettica della soggettività
che si manifesta nello scetticismo.
Se è vero, come ci ricorda Hegel, che in molti casi le rappresentazioni religiose
condividono lo stesso fondamento universale della filosofia, per capire a fondo
la natura dello scetticismo Danilo Campanella parte da un confronto
con la cultura indiana, nella quale, come è noto, i Veda sono il fondamento
della filosofia. Come attesta Diogene Laerzio, Pirrone (365-275 a. C.),
fondatore dello scetticismo, ebbe rapporti con i Gimnosofisti in India
e con i Magi. Di qui attinse stimoli per le sue convinzioni filosofiche,
introducendo e adottando i principi dell’acatalessia (irrappresentabilità
o incomprensione delle cose) e dell’epoché (sospensione del giudizio).
Riccardo Roni
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